Vivere con piacere la malattia: curarsi a partire dalle piccole cose

Vivere con piacere la malattia: curarsi a partire dalle piccole cose

“Non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici.
Uomo o donna, ricco o povero, ognuno può essere felice”
Epicuro        epicuro

La felicità ed il provare piacere per le cose ci aiutano a stare in salute e a riprenderci più velocemente dalle malattie. Ad affermarlo oggi è la scienza che ha addirittura misurato la correlazione tra piacere e salute.
Nel II secolo a.c. Epicuro divenne per i suoi scritti sul piacere, edonè.
Identificava due tipi di piaceri: uno passeggero, legato alla soddisfazione dei sensi e dei bisogni del corpo ed un secondo tipo di piacere, chiamato catestematico, di natura durevole. Questo secondo piacere nasceva dalla capacità del vivere il presente; indipendente da ogni bisogno materiale, era un piacere a disposizione di tutti, a qualsiasi età. Da questo secondo stato deriva la felicità.
Ai primi del ‘900 Freud teorizzò l’esistenza di due principi contrapposti: eros e thanatos, rispettivamente la pulsione di vita e la pulsione di morte. In qualche modo si potrebbe dire che sono i due estremi all’interno dei quali l’uomo oscilla nel suo rapporto col piacere.
I ricercatori hanno osservato come molti malati, come ad esempio i pazienti oncologici, fanno più fatica a provare piacere, questa condizione viene definita anedonia. Come se la pulsione di vita si fosse affievolita.
Oggi la scienza ha identificato due meccanismi biologici associabili a questi principi: il sistema endocannabinoide, associabile all’eros (e del piacere) e quello oppioide, associabile a thanatos.
Il sistema endocannabinoide, oltre a mediare la trasmissione della sensazione del piacere ha anche importanti effetti immunostimolatori: si potrebbe dire che quando proviamo piacere le nostre difese immunitarie si rafforzano. Al contrario il sistema oppioide è quello deputato alla trasmissione della sensazione del dolore e degli stati di stress. La morfina ad esempio funziona come potente anti dolorifico proprio perché va a bloccare i recettori del sistema oppioide.
Tutto questo oggi si può tradurre in concreti approcci integrati nella cura del cancro. La dottoressa Giusy Messina da anni conduce ricerche cliniche sulla correlazione tra piacere e sistema neuro endocrino. E’ proprio lavorando lungo il canale della trasmissione del piacere, sia a livello biochimico ormonale che più generalmente psicologico ed emozionale, che sono state trovate valide strategie di supporto alle tradizionali cure per il tumore.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/12743532
Venerdì 29 maggio, in occasione del convegno sull’energia vitale organizzato da Fondazione SAMIARC, interverrà anche la dottoressa Messina. Per chi fosse interessato su questo link potete trovare tutte le informazioni: http://samiarc.org/wp/eventi/



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