Solstizio d’inverno, Il ciclo naturale “usato” da tutti.

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Solstizio d’inverno, Il ciclo naturale “usato” da tutti: religioni, filosofie ma di base dagli “osservatori della materia”

BXTPDD Europe; Uk, England, Wiltshire, Stonehenge Moon. Image shot 2010. Exact date unknown.

 

Nel Podcast in alto, una conferenza di Gigi Capriolo sulla purificazione essenziale per il passaggio del Solstizio

Il Solstizio D’inverno segna il trionfo della morte. Quest’anno accade il 22 Dicembre alle ore 4.48 e segna l’apice del buio e dell’oscurità che inducono quindi l’uomo ad un cambiamento fisico e spirituale. Dal 21 al 24 dicembre ci sono 3 giorni in cui il sole è al suo minimo, per poi rinascere il 25 dicembre che è appunto Natale, ovvero la Nascita del Dio Sole (data che vede nascere le maggiori divinità in tutti i tempi).

Solstizio deriva dal latino, sol stat + sistere (il sole sta fermo) infatti durante i giorni prossimi al solstizio è come sole si fermasse realmente nel suo percorso per 3 giorni (dato l’eccentricità dell’orbita ellittica della terra) per poi riprendere il cammino e rinascere.

La Roma precristiana festeggiava il Solstizio d’inverno come il dies natalis solis, il giorno della nascita del sole, che, successivamente, la Roma cristiana trasformò nel dies natalis Cristi, il giorno della nascita di Cristo, la Nuova Luce nascente.

È il momento, in termini esoterici, della pausa, della riflessione, della meditazione, che permetterà all’iniziato, attratto dalle alte vette, come il mitico Capricorno, nel cui segno il Sole entra al solstizio d’inverno, di elevarsi e riprendere, con consapevolezza, il viaggio nel labirinto della sua interiorità.

Celebrato nei luoghi di culto più famosi del mondo come le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda o attorno alle incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, e della Val Camonica, in Italia, già in epoca preistorica e protostorica, segnava un momento di cambiamento importante per l’uomo che era connesso con l’universo.

Se il 21 dicembre segna la meditazione e l’introspezione, la fine di vecchie abitudini mentali disfunzionali, la morte del vecchio io limitato, il 25 dicembre è invece la nascita di una nuova energia, il risveglio del sole, il cristo dentro di noi.

Se le fasi lunari ci raccontano di come l’energia femminile vive nel cosmo e quindi anche dentro di noi, la ruota dell’anno solare attraverso le 12 costellazioni che rappresentano i vari temperamenti dell’essere umano, ci descrive il comportamento dell’energia maschile e l’energia maschile del sole è l’energia cristica.

Il 25 dicembre è infatti il giorno in cui è attribuita la nascita di tantissime deità e profeti illuminati in tutte le tradizioni dal Messico alla Scandinavia fino all’ultimo in ordine cronologico rappresentato da Gesù.

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In questi giorni, che ne siamo consapevoli o meno, viviamo un cambiamento interiore ed esteriore. Settembre è il mese delle culle piene, secondo i dati Istat, è questo il periodo dell’anno in cui si ha il maggior numero di nati. Il maggior numero di parti a settembre indica quindi che il periodo più favorevole ai concepimenti è quello che va dal 10 dicembre al 10 gennaio, cioè in coincidenza con il solstizio di inverno. La maggior durata del giorno, con il progressivo incremento della luce, determina un maggior funzionamento della ghiandola pineale che blocca la produzione della melatonina, sostanza che rallenta varie funzioni dell’organismo fra cui l’attività degli ormoni sessuali. In questi giorni quindi con l’allungamento delle ore di buio, si «toglie il freno» agli ormoni sessuali e quindi c’è più energia sessuale.

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Un’antichissima leggenda buddhista narra che cinquecento anni prima di Cristo il principe Gautama Siddharta raggiunse il massimo grado di illuminazione e diventò un Buddha, cioè un “risvegliato”, liberandosi definitivamente dal giogo delle reincarnazioni, queste le parole del Buddha ai suoi discepoli:

“Come il Sole che unico in cielo è pertanto visto e goduto da
miliardi di occhi, così il Cristo è presente, intuito da miliardi di cuori. Egli è
l’aria che ogni uomo respira; è vano cercare di chiuderlo nella rigidità di una
escatologia dogmatica; l’insegnamento cristico è quanto di più umanamente
divino si trovi in tutti i Tempi e in tutti i luoghi. La verità che Egli insegna è
fuori d’ogni discussione e d’ogni sofisma; non è una verità, è la Verità; la si
accetta o la si respinge, la si testimonia o la si rinnega; ma, per rinnegarla,
occorre rinnegare la stessa natura umana, rinnegare quanto ci fa signori della e
nella Creazione. Allora, non potendola negare, perché sarebbe negare noi stessi,
e non potendola contraffare, resta assoluta e piena, fulcro vero della natura
umana, è “vera luce necessaria ad ogni uomo che venga in questo mondo”

Dunque il Cristo non è una persona, ma è la vera natura della nostra essenza, è la potenzialità di luce e illuminazione dentro ognuno di noi. Il Solstizio d’Inverno corrisponde alla presa di coscienza della vera spiritualità, in quanto nascita nella luce. Durante questo processo è come se un fascio di luce penetrasse nella caverna dell’illusione e mostrasse la vera natura delle cose, come descritto dal mito della caverna sacra di Platone e la cui fonte è il “Sole Intelleggibile”. Tale apertura corrisponde al centro energetico che si trova sulla sommità del capo: il chakra della corona, il kether della Sefiroth. Esso rappresenta il settimo livello del sistema dei chakra e corrisponde a ciò che nella Cristianità viene indicato come il settimo cielo. E’ lo stato di consapevolezza della libertà assoluta, la sede del Creatore. Secondo gli indù l’apertura del chakra della corona coincide con il samadhi ovvero l’illuminazione in cui l’energia maschile Shiva e femminile Shakti si fondono insieme per aprire l’”occhio che tutto vede”

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FONTE:http://www.dionidream.com/solstizio-dinverno-nascita-delleroe-solare-lio-sono/



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