Principi di medicina tibetana. Il karma e le malattie

Principi di Medicina Tibetana. Il karma e le malattie

E’ sempre un po’ complicato parlare di karma a chi è cresciuto all’interno della cultura occidentale. Il karma non è assimilabile al concetto di peccato o di colpa e, in questo senso, purificare il proprio karma non significa pentirsi, espiare o auto-punirsi. Anzi, punire se stessi, in quanto azione che in qualche modo danneggia un essere umano, potrebbe addirittura contribuire all’accumulo di karma negativo. Il karma, ancor prima che un significato morale, ha un significato logico, addirittura scientifico. Nel sistema di pensiero buddhista tutti i fenomeni, sia quelli oggettivi o esterni sia quelli soggettivi o interni, sorgono come conseguenza di eventi precedenti. E’ una legge naturale di causa ed effetto (come la pianta che germoglia da un seme), secondo la quale il nostro presente dipende dalle cause, positive o negative, che abbiamo posto nel nostro passato, comprese le vite precedenti. A causa negativa corrisponde conseguenza negativa, e viceversa. Una volta capito il meccanismo, lo sforzo sarà quello di porre più cause positive possibili in modo da avere conseguenze positive in questa o nella prossima vita.

Ciò vale anche per quanto riguarda la salute: in primo luogo, banalmente, ci ammaliamo perché non ci siamo presi cura di noi stessi (causa negativa), abbiamo mangiato male, abbiamo trascurato l’esercizio fisico o ci siamo esposti ad agenti patogeni. In questo caso, si tratterà di invertire la condotta negativa e di ristabilire l’equilibrio tra gli umori attraverso una dieta adeguata, del sano movimento e l’abolizione delle condotte che impattano sulla nostra salute indebolendola. In secondo luogo, il karma negativo può anche causarci malattie incurabili che ci porteranno alla morte, ma anche in questo caso non si tratta di una punizione, bensì di un effetto di cui dobbiamo prendere atto e che in ogni caso è nostro compito andare a risanare per la prossima vita. In questo modo, c’è sempre una speranza anche nella malattia dalla prognosi più infausta. Per queste malattie così importanti e significative per il proprio percorso di purificazione, non è raro che il medico tibetano prescriva delle cure che a noi potrebbero sembrare assurde, per esempio “salvare delle vite”; questo perché la salute fisica è secondaria e conseguente rispetto al compito primario di riuscire a ottenere un karma positivo.

In senso generale, quindi, ogni malattia ha un’origine karmica. In senso più specifico si distinguono, tuttavia, le malattie karmiche propriamente dette, che sono quelle che non possono essere curate con le normali medicine, in quanto la loro causa è puramente spirituale. Anche la medicina, perciò, dev’essere spirituale e la persona dovrà compiere dei rituali, recitare dei mantra, o avere un lama che compia questi rituali o mediti per lei. Solo un lama o un essere notevolmente sviluppato può percepire le cause spirituali di una malattia.

Atri tipi di malattie sono:

le malattie causate da spiriti maligni, in genere trattate con medicine religiose, rituali (es. esorcismi) e medicine erboristiche, che rappresentano una delle principali cause dei disturbi psichiatrici;

le malattie rapide, che generalmente guariscono da sole;

le malattie vitali, che sono quelle che richiedono un trattamento medico e sono provocate dagli effetti dannosi del cibo cattivo, da un comportamento irregolare e distruttivo (mancanza di riposo, vita disordinata, veleni), da fattori ambientali ma anche psicologici. Esse sono trattate anzitutto con la naturopatia, in primo logo prescrivendo una dieta appropriata.

Fondamentale, comunque, resta la prevenzione, quale causa positiva primaria che ci permetterà di conservare il nostro corpo-mente in salute: comportamenti come dormire di giorno, mangiare e dormire irregolarmente, sopprimere gli istinti naturali, essere inconsapevoli delle forze della natura e dei luoghi sono cause di malessere. Azioni corrette nell’ambiente corretto impediscono la malattia.

Nel prossimo articolo parleremo dei chakra.

Laura Bertoli

Fonte:

“Medicina tibetana del corpo e della mente”, Terry Clifford, ed. Mediterranee, Roma, 1991



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