Eleonora Brigliadori Intervistata da Newliferadio

eleonora Brigliadori

Eleonora Brigliadori si racconta

Una Visione olistica della vita secondo Eleonora Brigliadori

 

Il ben essere oggi è il ben fare e il ben volere che emerge dal giusto sentire.

Quando sento parlare di psico-qualunquecosa, la mia anima si mette in allarme. Ho sperimentato e verificato come quando l’uomo si confronta con quello che viene dal mondo della psicologia che poi diviene psichiatria e logica di Marketing che tutto compenetra nel tempo presente, si dimentichi cosa sia la psiche.
Psichè per i greci era l’anima.
È necessario uscire dagli psicologismi e arrivare a vedere lo spirituale che vive in tutte le attività del mondo, dove l’anima ci chiede sempre qualcosa di più alto, del semplice pensiero. L’uomo col pensiero razionale come fulcro della vita, è un uomo sostanzialmente malato, anche se è in buona salute. Certo chi si nutre nel rispetto della natura sta già operando per sé stesso con un principio morale. Ma finché questa morale non sarà anche etica del mondo, e si comprenderà che non solo mangiando, ma pensando, e agendo con una visione spirituale si trasforma la sostanza che ci circonda, e che nella natura etica del mondo, vive la più altra sostanza morale dell’uomo, non potrà cominciare la più autentica rinascita spirituale.

Sono da anni attiva, perché questo fermento spirituale germogli nel calore dell’incontro tra persone,


Ho ritrovato me stessa nel mondo tante volte incontrando le persone più diverse, riconoscendo che molti di coloro che mi venivano incontro con un sorriso, avevano messaggi per me e che io avevo qualcosa per loro. Il Cristo entra nell’uomo e si attiva quando due persone si pongono una di fronte all’ altra in questo spirito. Allora lì si crea il domani. Mi aspetto di vedere negli occhi delle persone che ci saranno, quella luce che significa “io sono come te”. Da quello sguardo si comincia sempre. E poi, dopo che si sono percorse lunghe strade, si guarda un animale, un fiore, una stella un sasso e si dice la stessa cosa con un sentimento più grande: “Grazie” perché tu avresti potuto essere come me oggi, ma per me ti sei sacrificato”.
Io sento impellente il riconoscimento di questo debito cosmico di cui l’uomo è il frutto, non come ostacolo ma come occasione per testimoniare lo Spirito in ogni creatura. Grazie a chi dedica il suo lavoro affinché la voce dei più deboli e dei senza voce, si faccia sentire.

 

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