L’emozione come farmaco

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L’emozione come farmaco

 

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Il Dott. Vincenzo Soresi, Primario Emerito di pneumologia Ospedale Niguarda

Le emozioni stimolano la produzione di molecole, nello specifico neuro peptidi che interagiscono a livello sistemico con alcuni recettori del nostro organismo.

È su questo fenomeno che sta lavorando il dott. Vincenzo Soresi che ci spiega come «L’importanza dell’emozione è nella risposta biologica nel senso che l’emozione muove la risposta biologica. Tutto il flusso di neuro peptidi che sono espressi da circa 90 geni è un flusso organico che entra proprio nella relazione del nostro organismo. Per cui la malattia psicosomatica adesso la si può tradurre in un evento biologico correlato all’emozione e a come l’emozione attiva un determinato percorso tra neuro peptidi e recettori cellulari.»
Lo abbiamo incontrato qualche giorno fa, in occasione dell’organizzazione del convegno sull’energia vitale del 29 maggio 2015.

Si parla di Psico Neuro Endocrino Immunologia, abbreviato in PNEI. È la branca della scienza che studia la correlazione tra psiche e corpo, che studia come pensieri ed emozioni influenzano il nostro stato di salute.

PNEI

Ma alla luce di tutto questo quali sono le applicazioni pratiche a disposizione dei pazienti?

«Il problema dei medici di base è che non c’è una risposta della medicina scientifica a questa cosa. Per cui si deve o lavorare sulla prevenzione o di fronte a un evento cronico stressogeno un aiuto lo sto avendo dalla mindfulness, una tecnica che nasce dagli Stati Uniti, da Kabat-Zinn e nasce come percorso occidentale. Quindi mentre la meditazione in senso trascendentale è una vocazione religiosa, una recitazione di mantra la meditazione nel senso mindfulness è una tecnica che imparo e che serve ad attivare i lobi frontali in modo che rimodulino lo stress nelle strutture emozionali ipotalamiche del cervello. Quindi questa relazione tra regioni prefrontali e struttura ipotalamica è una relazione molto importante che avviene tramite i recettori del cortisolo. E quindi questo biologicamente mi consente un miglioramento della condizione di stress.»

Ma non solo, si è ormai dimostrato da anni come lo stress induca una risposta ormonale cronica del nostro organismo. Il primo a scoprirlo fu Hans Selye negli anni ’30. La secrezione cronica di corticosteroidi dovuta allo stress logora il nostro organismo indebolendolo: cala il livello delle difese immunitarie, si alza la glicemia, si attivano processi infiammatori, etc.

A livello fisiologico la stimolazione alla produzione di corticosteroidi serve per aiutarci a “scappare da un pericolo” la secrezione di adrenalina è ad esempio una delle risposte allo stress.

La fuga dal pericolo ci permette di smaltire le dosi di corticosteroidi secrete. Oggi però non viviamo più sotto minacce di pericoli acuti come leoni pronti a sbranarci. Lo stress ha cambiato forma, non sono possibili né hanno senso fughe a gambe legate (che con una bella corsa ci fanno smaltire tutto quello che c’è da smaltire) ma solo una resistenza, un adattamento allo stress. Si parla quindi di stress cronico.
Lobi CervelloUn esempio concreto di come lavori lo stress cronico sui nostri recettori cellulari ce lo racconta il dott. Soresi, presentando il caso di una sua paziente «da un esame di biologia molecolare su una ragazza che soffriva di anoressia e bulimia si era evidenziato come i recettori ormonali di questa ragazza fossero assolutamente bloccati da un bombardamento di citochine infiammatorie per cui questa ragazza era amenorroica e anche assumendo ormoni si gonfiava perché i recettori ormonali non erano attivi. A questo punto fatta una terapia antinfiammatoria specifica su queste citochine ho ripulito i recettori e la ragazza adesso tollera gli ormoni. Quindi è un caso paradigmatico su un piano della spiegazione su condizione della patologia, stato di stress e come lo stress comporta un danno biologico.»

Il 29 maggio il dott. Soresi sarà tra i protagonisti del convegno nazionale sull’Energia Vitale che si terrà a Milano. L’ingresso è aperto a tutti e potrà essere una buona occasione per conoscerlo direttamente.
Siete tutti invitati!

Per maggiori info sul convegno: Energia vitale: un approccio multi disciplinare alla cura delle persone



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