I tarocchi

 I TAROCCHI PICCOLA GUIDA ALLE CARTE

 

giphy

 

 

IL MATTO

Il suo significato emblematico varia a seconda della posizione sua e degli arcani che lo precedonoe lo seguono. La posizione della figura del “Matto” dipende dalla conoscenza che si ha degli “Arcani Maggiori”, dalla preparazione e dalla capacità della cartomante o di colui che fa le carte, dal contesto e dalle circostanze sotto le quali si realizza il consulto e, infine, dalle peculiari caratteristiche del consultante stesso. Alla figura del “Matto”, come a quella di tutti gli altri arcani, si associa tradizionalmente un simbolismo immediato sintetizzato, in questo caso, in termini come pazzia, fantasia, ispirazione, irrazionalità, ingenuità, avventura, spensieratezza… Il disegno della carta del “Matto” rappresenta un vagabondo, un buffone, un giullare o un trovatore che cammina in compagnia di un cane e porta le sue cose in un fagotto legato ad un bastone poggiato sulla spalla. Nelle illustrazioni dei Tarocchi tradizionali porta un ornamento al collo -una goletta- di color blu, che è il simbolo della passività e della fuga, del rifiuto delle responsabilità e dei compromessi. Quando si chiede ad una cartomante la lettura dei Tarocchi, e la figura del “Matto” appare capovolta, il consultante deve aspettarsi un periodo di attaccamento al denaro, al potere, a se stesso… e si sentirà motivato nelle proprie azioni solo in vista di profitti materiali. Figurativamente, il “Matto” è una specie di pellegrino errante.

IL BAGATTO

La carta del “Mago” è una delle più ricche di significati emblematici.

Per studiare in modo completo tutto il simbolismo contenuto nella figura del “Mago”, bisogna descrivere le forme e analizzare i colori dominanti di questa carta nei Tarocchi classici.

In primo piano appare un tavolo, dietro il quale sta in piedi un personaggio di bell’aspetto con una mano alzata verso l’alto che regge una bacchetta magica di piccole dimensioni, molto simile ad una pergamena arrotolata.

Il personaggio appoggia l’altra mano al di sotto della vita, all’altezza del tavolo, come se indicasse il suolo, tenendo una moneta fra le dita. Questa posizione opposta delle mani, una verso l’alto e l’altra verso il basso, è interpretata dalla maggior parte dei trattatisti dei Tarocchi in senso ambivalente, perciò la figura del”Mago” racchiude in se un significato antitetico, carico di aporia, che rappresenta tanto lo spirito quanto la materia, il tutto come la parte, l’uniformità come la varietà, la realtà come l’apparenza, l’infinito come il finito.

I primi termini di queste coppie prevarranno sui loro opposti e, pertanto, accadrà che la materia sarà assoggettata allo spirito, la parte sarà inferiore al tutto, la varietà tenderà all’uniformità, l’apparenza sarà una cattiva imitazione della realtà e il finito sarà compreso nell’infinito. La qualità riferita all’infinito è anche evidente nella forma pittorica del cappello con il quale il personaggio si copre e dal quale spiccano delle ampie ali il cui disegno ha la forma di un otto in posizione orizzontale che, come si sa, è il simbolo dell’infinito nelle Scienze Matematiche.

Per spiegare e dimostrare le sue capacità divinatorie, il personaggio del “Mago” si serve dei diversi oggetti che appaiono collocati sul tavolo, cioè dei veri arnesi che si riferiscono alle quattro serie o semi degli “Arcani Minori” dei Tarocchi: denari, coppe, spade e bastoni, e così si stabilisce il nesso, già nella prima figura, fra Arcani Maggiori e Minori. Gli alchimisti hanno molto insistito sul significato emblematico del tavolo del “Mago”, sostenuto da quattro gambe di cui solo tre visibili. Ciò indicherebbe, secondo le dottrine ermetiche, che le tre gambe del tavolo simboleggiano le tre colonne che sostengono il mondo generatore della materia -che è anche detto “mondo oggettivo”- e che corrisponde ai tre principi universali dell’alchimia: mercurio, zolfo e sale.

 .

LA PAPESSA

Si pone questa carta in relazione attiva con quella che la precede e passiva con quella che la segue.

Rappresenta una donna seduta su un trono che rimane coperto e nascosto dalle ampie pieghe delle sue larghe vesti. Il contrasto di colori nella figura dei Tarocchi classici, fra cui spicca il rosso della tunica e il blu della cappa, indica la complessità e la ricchezza che una carta tanto enigmatica racchiude in se.

La grande forza simbolica di questa figura sta nel libro che “La Sacerdotessa” tiene tra le mani, appoggiato in grembo. Il viso mite della donna sembra indicare che sta meditando su quanto legge. I più rinomati trattatisti dei Tarocchi affermano che il libro, sfogliato dalla “Sacerdotessa” contiene proverbi ancestrali e tutte le leggi con le quali si giudicherà il mondo; per questo è detto il “Libro dei libri” ed anche il “Dies irae” (“I giorni dell’ira”). Il titolo del libro, secondo gli adepti del tantrismo, sarebbe il “Trattato del fiore d’oro”.

Gli alchimisti occidentali, al contrario, spiegano che questo libro è un compendio di tutti gli insegnamamenti occulti ed assiomatici (verità o principi evidenti che non necessitano dimostrazione) dell’ermetismo.

Nell’iconografia più usuale, la figura della “Sacerdotessa” appare con la testa e la fronte coperta da un velo ed alcune volte coronata da una tiara -ed è da qui che alcuni trattatisti dei Tarocchi chiamano questa figura “La Papessa”-.

Senza dubbio, la figura della “Sacerdotessa” emerge soprattutto per le sue emblematiche connotazioni mitologiche.

 IL livello che le cade sulle spalle evocherebbe la figura della dea Isis che, secondo la mitologia egizia, è la dea personificatrice della fecondità e della fertilità tipiche della natura, una dea di particolare bellezza che insieme ad Osiris -la più grande delle divinità egizie, adorato come “Signore di tutto” e detto anche Osiris “il Beneficio”- fece sì che il popolo egizio raggiungesse alti livelli di civilizzazione.

In quei tempi oscuri gli uomini praticavano il cannibalismo, la benevola dea Isis rivelando loro l’abbondanza del grano e dell’orzo silvestre fece sì che questi abbandonassero una così macabra pratica.

Pertanto “La Sacerdotessa” è considerata come una delle figure più ricche di forza esoterica interna. E’ un arcano misterioso che impersona la proiezione della dea Isis ed allo stesso tempo simboleggia la femminilità. Secondo la tradizione, la dea Isis si copriva con molti veli e quando se ne spogliava, la terra si riempiva di luminosità e splendore. Da questo punto di vista”La Sacerdotessa” avrebbe atteggiamenti di riservatezza, isolamento e timidezza oltre che essere alla ricerca di altre esperienze e di nuove imprese.

L’IMPERATRICE

L’Imperatrice indica pomposità, al lusso, alla gloria e all’onnipotenza.

La carta dell'”Imperatrice” nei Tarocchi classici è raffigurata da una giovane donna che regge in mano uno scettro e con l’altra afferra uno scudo raffigurante un’aquila. La parte superiore dello scettro è coronata da una boccia e da una croce, che simbolizza l’elemento conosciuto dagli alchimisti col nome di antimonio.

In prospettiva mitologica, la figura dell'”Imperatrice”, è associata a Venere, dea personificatrice della bellezza.

L’IMPERATORE

Nei Tarocchi l’Imperatore è simbolo di potere e di dominio,dato che rappresenta l’ordine e la forza. In particolare è il simbolo della protezione, poichè rappresenta la garanzia della legalità. Nei Tarocchi classici la figura dell'”Imperatore” rispecchia in buona misura la carta dell'”Imperatrice”- della quale conserva, oltre al trono, anche lo scettro e lo scudo. Questo sottolinea la sottile proiezione e corrispondenza esistente fra le due figure. “L’Imperatore” regge il suo scettro in posizione verticale, con la mano opposta rispetto a quella dell’Imperatrice.

Risultano così, facendosi ancora più evidenti, gli aspetti complementari delle due figure: da un lato “L’Imperatrice”, che incarna la figura della madre e dall’altro la figura dell'”Imperatore” che simboleggia il padre. La similitudine che accomuna ambedue le figure, fa si che si possa considerare come una dualità significativa rafforzando così il loro potere enigmatico, cabalistico, occulto, magico ed ermetico.

Nei tarocchi classici, “L’Imperatore” tiene il suo scudo poggiato a terra, di fianco al trono, e l’effige dell’aquila ha la testa rivolta in senso opposto rispetto a quella della figura dell?”Imperatrice”.

“L’Imperatore” è raffigurato seduto sul bordo del trono, si presenta di profilo, mostrando un’evidente fierezza; il corpo è forte e voluminoso. Sull’elmo spiccano alcuni segni ornamentali, che nei Tarocchi classici, richiamano la simbologia dei quattro elementi essenziali: terra, acqua, aria e fuoco. In questa figura il colore dominante è il rosso, che è simbolo di attività, di passione, di dominio e di vittoria.

Dal punto di vista mitologico, “L’Imperatore” viene associato alla celebre figura di Ercole, il più grande degli eroi dell’antichità classica, vincitore di tutte le battaglie, simbolo della forza e del trionfo.

Il PAPA

Nella sua descrizione si insiste sempre sulla forza simbolica delle due colonne che si trovano (nella rappresentazione dei mazzi tradizionali) dietro la figura principale. Oltre l’immagine del “Papa”, ci sono altre due figure che, con umiltà, si inginocchiano ai suoipiedi per riceverne labenedizione. Le colonne che spiccano alle spalle del personaggio, rappresentano quelledel tempio di Salomone: la prima simboleggia la ragione e la legge, la seconda l’intuizione ed il diritto. Secondo un’interpretazione mitologica,le colonne rappresentano il trono d’oro che il grande e divino Zeus ha nell’Olimpo.

Il rosso e il blu sono i colori dominanti e ciò significa che esiste una superiorità manifestata del piano psichico rispetto a quello dei sensi, la comprensione e il trascendente. I due personaggi che ricevono la benedizione del “Papa” appaiono con la testa rasata e non se ne vede il volto dato che sono di spalle. Entrambi si coprono con ampi ed eleganti mantelli, uno prevalentemente giallo e l’altro prevalentementerosso, il primo simbolodi ostentazione e prepotenza, mentre il secondo diazione e vitalità fisica.

GLI AMANTI

La versione classica degli “Amanti”, raffigura Cupido, personificazione dell’amore, che dall’alto prende di mira col suo arco tre personaggi (un uomo al centro affiancato da due donne) che sembrano discutere animatamente.

La freccia di Cupido indica la direzione verso cui si trova il giovane, con ciò si vuol far intendere che si ha una grande responsabilità nel momento in cui si sceglie il proprio partner e non si devono prendere alla leggera sentimenti così profondi come l’affetto e l’amore: dolore e amore sono come la faccia di una stessa medaglia, il cui valore non si misura con criteri materiali.

Il vario colore dell’aura che circonda Cupido- che si trova al centro stesso dell’idilliaca luce solare che emette e diffonde per ogni dove i suoi raggi rossi, gialli e blu- cosi come le frange della tunica dell’uomo, sono un simbolo del contrasto, dell’ambivalenza, dello sconcerto e dell’insicurezza al momento di prendere una decisione di grande importanza.

Anche la freccia con cui Cupido carica il suo arco indica la convenienza di fortificare la nostra conoscenza con la vera sapienza per risolvere così i nostri affari – soprattutto quelli che si presentano rivestiti di un’inusitata gravità- e saper distinguere quale sia la corretta libertà d’agire, il giusto cammino e la risposta appropriata.

Dal punto di vista mitologico, questa figura è associata all’eroe Ercole che, secondo la leggenda classica, dovette scegliere fra la Virtù ed il Vizio, il Bene ed il Male, la Luce nell’Ombra…

Tutto ciò comporta incertezza e pone in una difficile posizione, in un crocevia dove le circostanze della vita portano ad erigersi a protagonisti di storie sgradevoli e indesiderate.

IL CARRO 

Simbolismo ricco di forza passionale, di movimento e di dinamismo. Il significato essenziale di questa carta viene associato al passar del tempo e al suo fluire veloce,alla brevità della vita umana: “tempus fugit”, “vita brevis”…

Nella carta del “Carro”, dei Tarocchi classici, ciò che richiama l’attenzione è che le spalle del personaggio principale appaiono sagomate con profili di volti umani. Ciò indica in primo luogo che è possibile superare le contraddizioni che colgono all’improvviso tutti gli uomini nei momenti chiave della loro vita. Debolezza d’animo, personalità spenta, carattere fragile, meschinità nei sentimenti… tutto è suscettibile di trasformazione e di cambiamento. In questo senso la carta del “Carro” acquista connotazioni psicologiche e animiche che  mostrano l’esistenza di blocchi volontari negli uomini.

Nei Tarocchi classici, i colori giallo, rosso e blu sono presenti in egual misura. Gli abiti del personaggio principale contrastano col suo cinturone giallo. Delle quattro colonne sopra le quali poggia il tetto del carro, una specie di drappo con un baldacchino di color marrone rosato sul davanti simboleggiante l’elemento acqua, due sono rosse e due sono blu. Anche i cavalli che tirano il carro sono uno rosso e l’altro bianco.

Questo contrapporsi di colori indica l’angoscia interiore a cui si sente sottoposto tutto il genere umano, causata dalle contraddizioni della sua natura controversa, in cui confluiscono un aspetto psichico (anima e spirito) ed uno somatico (corpo e materia).

LA GIUSTIZIA 

Il simbolo della carta della “Giustizia” è il più universale ed equilibrato fra quelli che compongono le illustrazioni dei Tarocchi. I suoi significati immediati ed essenziali sono correlati  all’equilibrio,all’imparzialità e all’oggettività.

Nei Tarocchi classici sono presenti nella stessa misura i tre colori più carichi di significati emblematici, il giallo, il rosso ed il blu: tutto ciò conferisce in modo particolare una maggior forza predittiva a questa carta. Bisogna soffermarsi sul simbolismo degli elementi che impugna la figura presente nel disegno.

Con la mano destra la donna regge una spada mantenendola con fermezza in posizione verticale, con la lama verso l’alto e l’impugnatura appoggiata al trono dove è seduta. In questo modo si vuole evidenziare simbolicamente la linea assiale che collega il trascendente con l’immanente , costituendosi come asse di riferimento affinchè la giustizia dell’uomo abbia sempre come meta l’equità e l’uguaglianza. L’altro elemento fondamentale è la bilancia. Nei Tarocchi classici, la donna regge nella mano sinistra una bilancia i cui piatti stanno in posizione di perfetto equilibrio, simbolo di equità e di eguaglianza: davanti alla giustizia tutti sono uguali.

Secondo la mitologia classica la figura della “Giustizia” è associata alla divinità Temi, figlia del Cielo e della Terra, così come descritto anche dai più grandi cantori.Temi impugnava in una mano la spada e nell’altra la bilancia, ciò a significare che la giustizia non si può imporre senza l’aiuto della forza.

 

L’EREMITA

Secondo l’opinione dei più noti studiosi dei Tarocchi, la figura dell’ “Eremita” è una delle più rappresentative specialmente da un punto di vista antropologico, dato che ogni suo significato è in relazione alla persona umana, alle sue inclinazioni, alle sue passioni ed alle sue idiosincrasie… Le caratteristiche dell’ “Eremita” la solitudine, il silenzio e la riflessione profonda. Così si mette in discussione e si rinnova ogni cosa: ciò che ieri serviva per liberarci, oggi risulta un peso e come tale viene rifiutato.

Le strade che “L’Eremita” percorre rimangono coperte dall’oblio e dalla solitudine che svaniscono solo quando la mente umana si risveglia dal suo letargo, per disfarsi degli ostacoli e dei legami, come l’attaccamento alla ricchezza, l’ansia di potere, gli atteggiamenti arroganti, i modi prepotenti, l’ostentazione e l’importanza data al superfluo.

La condizione umana è così complessa che, in qualche caso, si avrà sofferenza:ogni scelta genera sempre dolore.

Riflessione e azione, accettazione e rifiuto, sono le componenti essenziali della figura dell’ “Eremita”; entrambi questi aspetti sono insuperabili e costituiscono i solidi pilastri su cui poggiano tutto il simbolismo e i significati emblematici di questo Arcano.

L’azione dell’ “Eremita” non deve essere intesa in senso materiale, poichè non si realizza con affanno competitivo o per imporsi suglialtri e neppure per acquisire ricchezze col propositodi esaltarsi ed affermarsi socialmente raggiungendo un’evidente posizionedi privilegio; al contrario, si tratta di un’azione generata da una mente serena e mite, piena di ricchezza creativa e con la quale si pretende di raggiungere benefici qualitativi e non quantitativi. Tutto ciò fa si che la figura dell’ “Eremita” venga associata alla saggezza e ai suoi derivati.

Nei Tarocchi classici la figura dell’ “Eremita” appare ricca di significati emblematici. Per prima cosa si nota il blu del suo ampio mantello, simbolo del mistero e del segreto nascosto da questo nono Arcano. In secondo luogo spiccano il faro che l’anziano protagonista tiene in una mano e il bastone che regge con l’altra: tutto ciò rappresenta la ricerca dell’occulto, la necessità di guidarsi attraverso le tenebre o, talora, l’importanza di tenersi sempre all’erta e disponibili a confrontarsi con se stessi. Secondo l’opinione di molti studiosi di Tarocchi, il bastone su cui si poggia l’anziano appare come un’emulazione paranigmatica del mito di Edipo e della Sfinge, cioè del fatto che gli uomini invecchiando hanno bisogno di un altro piede ossia il bastone.

LA RUOTA

Nei tarocchi la Ruota o Fortuna è così come affermano tutti gli studiosi di scienze divinatorie, è la carta che rappresenta con più forza l’incostanza e i capricci del destino e in nessun caso si potrà sfuggire alla sua influenza.

“La Ruota” gira incessantemente e sommerge gli uomini all’interno di un mondo ambivalente, pieno di tristezza e di allegria, ricchezza epovertà, privilegio ed emarginazione, dimenticanze e ricordi, malattie e salute, morte e vita, generazione e corruzione…

Nei Tarocchi classici risaltano nella stessa misura il rosso, il marrone rosato, il blu e il giallo.

All’interno della ruota appaiono trefiguredi animali, geni o mostrichesi identificano, secondo la tradizione intepretativadei Tarocchi, con l’alternativa fra il benee il male, lafortuna e la disgrazia, la caduta e l’ascensione.

 

LA FORZA

Gli studiosi di scienze divinatorie hanno insistito sul significato premonitore di questa figura, dal quale emerge la sua ricchezza simbolica; “La Forza” rappresenta il potere persuasivo dei valori morali e l’universalità dell’etica. E’ un’illustrazione carica di copnnotazioni antropologiche, che incide sulla volontà umana. Si tratta della forza di volontà necessaria per realizzare determinate azioni e per rifiutarne altre. Si dice che questa carta rappresenta in modo particolare, le caratteristiche inerenti al mondo del trascendente con tutte le sue implicazioni. Quando appare lafigura della “Forza”, indica ladecisione più adeguata da prendere pernon commettere errori di cui ci si potrebbe pentire.

Descrivendo questa carta, ci si sofferma sull’immagine della donna che domina il leone. Il volto della donna infonde calma e serenità in contrasto con l’azione che intende portare a termine: spalancare, con le sue mani, le fauci del leone che le si rivolta contro. Il significato di questo Arcano è la fiducia in se stessi, la forza di volontà e il proseguire senza abbattersi per le avversità che si incontrano lungo il corso della vita.

L’IMPICCATO

Il protagonista di questa carta appare con i piedi in alto e la testa in basso. La denominazione di questa carta deriva anche dal fatto che il ragazzo pende da una fragile sbarra sostenuta da tronchi d’albero. Notare, inoltre, che il ragazzo assomiglia a una figura giovanile. Sono molte le interpretazioni di coloro che hanno dedicato tutta la vita allo studiodegli Arcani dei Tarocchi; con la posizione capovolta del protagonista, si è voluto richiamarel’attenzione sul profondo disagio in cui si è trovata l’umanità nei momenti più critici della sua storia. Questo può accadere a qualunque persona nel corso della propria vita, quando ci si sente assaliti da solitudine, come se fosse stretta da una corda. “L’Impiccato” ci mette in guardia rispetto all’erronea tendenza che ha la gente di rimanere legata ai propri pregiudizi.

LA  MORTE

“La Morte” è la porta di un mondo che contiene i tre livelli classici citati dalla tradizione ermetica ed occulta. Il primo è costituito dal mondo degli inferi, rappresentato dall’asse verticale indirizzato verso il basso e che non ha limiti, cioè tende all’infinito. Il secondo di questi mondi è quello terreno che si estende orizzontalmente in ognidirezione ed in cui confluiscono l’est e l’ovest, il nord e il sud.Il terzo e ultimo è quello celeste che, contrariamente al mondo degli inferi, si innalza seguendo ladirezione indicata da un asse immaginario senza timore e senza che alcun ostacolo possa impedirglielo, dato che la sua caratteristica è l’espansione infinita. La figura del “Matto” e della “Morte” hanno uno stretto parallelismo; entrambi gli arcani nascondono un simbolismo duale ed in alcuni casiambivalente ma mai ambiguo, dato che la pazzia e la morte sono due realtà. Gli studiosi hanno notato che l’Arcano del “Matto” e quello della “Morte” formano un’accoppiata inseparabile, carica di significati emblematici.

LA TEMPERANZA

Simboleggia lo scorrere della vita e del tempo, il continuo cambiamento cui sono soggetti gli uomini che vivono in questo mondo inoltre, rappresenta la necessità degli uomini per raggiungere i loro obbiettivi. “La Temperanza” ha connotazioni morali; è una virtù cardinale senza laquale gli uomini andrebbero alla deriva.

Senza la temperanza non sarebbe possibile la moderazione nei rapporti umani ed il disordine, la crudeltà, l’aggressività più brutale dominrebbero ogni rapporto umano.

Gli studiosi hanno esaminato il significato di questa carta, secondo una prospettiva psicologica, parlando di impulsi primari, che si traducono in tensione creativa e psichica allo stesso tempo. Questo Arcano può indicare anche mancanza di personalità, soprattutto quando ci si lascia trasportare. “La Temperanza” è uno dei simboli più rappresentativi della dottrina ermetica,dato che il liquido che fluisce da un vaso all’altro non si esaurisce mai né cade fuori dalle anfore.

IL DIAVOLO

Quest’Arcano Maggiore pone in relazione gli uomini con il male,con il danno e con la colpa. La figura del “Diavolo” deve essere interpretata tenendo conto delleprospettive che sono in relazione con la più intangibile realtà. Questa carta si riferisce al mondo delle passioni, delle inclinazioni e dei vizi. La figura del “Diavolo”, racchiude un significato emblematico in relazione al più puro pagmatismo, al piano materiale, al mondo della realtà. In definitiva, mettein dubbio ogni elucubrazione trascendentale, obbliga l’interprete a privilegiare in tutti i suoi giudizi il mondo reale e materiale dell’immanenza.

Il significato attribuitogli è quello più negativo: “Il Diavolo”sottopone alla sua influenza, sempre maligna, tutte le creature.

Nei Tarocchi classici, la figura del”Diavolo” è stata associata alla colpa ed alla pena; è stata anche messa in relazione con lacaducità della vita, in cui tutto è apparente, contingente e corruttibile.

Coloro che si sentono maltrattati dalla vita e ricorrono ad un cartomante, devono sapere che qualora esca la carta del “Diavolo” non devono disperarsi, poichè, questa carta indica che la realtà deve essere sempre tenuta in considerazione nel momento in cui è necesssario risolvere problemi e questioni relative alla condizione umana, Per la cartomanzia e per qualsiasi cartomante, è importante sapere se siamo noi che ci sentiamo maltrattati dalla vita, per avere una lettura dei Tarocchi più precisa.

Comunque, la figura del “Diavolo” continuerà ad essere attiva e carica di significati.

LA TORRE

Il principale significato della “Torre” nella cartomanzia si riferisce all’insuccesso dei progetti umani. La stessa natura, con il  suo potere, può compromettere le più ardite costruzioni e lemiglioriopere compiute dagli uomini. Secondo il parere di qualificati cartomanti, i personaggi che cadono dall’alto della torre non sono un uomo e una donna, bensì il re che ordinò di costruirla ed il suo architetto:al di sopra del potere dell’uomo, della tecnica e della scienza vi è dunque la forza della natura.

LE STELLE

Nel mondo della cartomanzia, i cartomanti, associano a questa carta il desiderio umano di libertà: libertà di pensiero, di espressione, di azione, infatti la stella è un simbolo di luce e di chiarezza (la stella conduce gli uomini nel labirinto delle passioni e li libera da se stessi, dalle loro miserie e dalle loro meschinità).

“La Stella” va vista come una luce che illumina la notte dei tempi, che si presenta la diciassettesima illustrazione degli Arcani Maggiori dei Tarocchi. “La Stella” è ilcentro della luce che gli uomini hanno inseguito durante i secoli. Nel mondo della cartomanzia, tutti i cartomanti si soffermano sul simbolismo della ragazza che appare in primo piano, dividendo il ruolo di protagonista, con le stelle del firmamento. Lo scorrere dell’acqua dalle anfore  che ha in mano la ragazza (elemento essenziale, perciò carico di conntazioni simboliche) e la posa rilassata della donna, sono associate alla necessità che gli uomini hanno di vivere inarmonia con il loro ambiente. Il gruppo di stelle che appare aldi sopradella ragazza, simboleggia la necesità che hanno gli uomini di rincorrere l’irragiungibile, di inseguire chimere, di sognare, per non perdere lasperanza di trovare, man mano che passa il tempo, l’agoniata felicità. La stella più grande di questa figura, è il simbolo dell’esaltazione del mondo psichico e della forza emanata dalla propria personalità, perciò si usa identificarla con “ego”=”io”.

LA LUNA

“La Luna ” illumina durante la notte, ma la sua luce non può che trasformare le grandi ombre in diafana chiarezza. Ciò, secondo i migliori cartomanti, è una prova della coesistenza dell’ombra e della luce. Da un lato”La Luna” appare, allora, come la luce che libera gli uomini dagli influssi malvagi, mentra dall’altro indica  l’impossibilità per gli uomini stessi di essere attratti contemporaneamente dalla luce e dall’ombra. Ciò li introduce in un mondo denso di contraddizioni, difficili da assimilare per la mente umana. Come conseguenza di tutto questo, spesso si è identificata l’illustrazione della “Luna” con i significati emblematici provenienti dalla lotta fra spirito e materia, fra bene e male, fra immanente e trascendente, fra anima e corpo, fra puro ed impuro, fra morte e vita. Da un punto di vista estetico il diciottesimo Arcano Maggiore dei Tarocchi, spicca per la varietà ed il colore delle sue figure, tra cui primeggia il disegno della luna raffigurata nella parte superiore della carta. La sua raffigurazione è molto elementare, costituita da un volto circondato da un aureola ricca di colori brillanti, dal quale si diramano una sorta di raggi, di lacrime o di gocce rovesciate che vengono contemplate dalle creature che guardano da terra: due cani o, socondo altre versioni un cane ed un lupo che sembrano ululare; nella parte inferiore di quest’Arcano, si nota la figura di un gambero che, con tutte le zampe distese, riposa immobile in una specie di lago. Secondo quando affermano alcuni interpreti dell’esoterico e dell’occulto, il gambero è un simbolo lunare ed il suo significato emblematico più potente è quello che lo pone in relazione con l’aridità della vita, con la mancanza di idee e con la sterilità dello spirito ma, malgrado ciò, il gambero indica che anche senza aver ottenuto risultati concreti, è necessario continuare a sforzarsi di ottenere dei benefici per il futuro.

IL SOLE

Dai più esperti cartomanti, “Il Sole” viene considerato un Arcano perfetto, perchè in esso si congiungono corpo e spirito, con tutte le implicazioni che ne sono derivate. La fusione dei due piani sembra sottolineare soprattutto gli aspetti contraddittori ed emblematici di questa carta. Tuttavia, secondo alcuni esperti, tale circostanza è ricca di importanti significati latenti e va pertanto, ben analizzata, se si vuole esprimere un giudizio obbiettivo e complessivo di questo Arcano. In definitiva, tutto si converte in quell’incessante divenire che tesse la ragnatela della storia, sia dell’individuo che dell’intera umanità. “Il Sole” assume un ruolo di particolare rilevo nell’ambito per i Tarocchi, costituendo la chiave interpretativa fondamentale del mondo psichico e spirituale.

IL GIUDIZIO

Descrivendo questo Arcano Maggiore, gli studiosi di scienze divinatorie, concordano

nel sottolineare la sua valenza apocalittica e lo associano all’idea di viaggio definitivo, di ultima opportunità, di prova finale e di giudizio universale. Malgrado ciò, questa carta è considerata positiva perchè porta a riflettere e a pensare sulla propria vita, su quanto è stato realizzato con profitto e su quello che invece si è lasciato inconcluso o si è fallito. Alcuni studiosi di Tarocchi, quando analizzano le valenze esoteriche di questo Arcano Maggiore pongono in relazione il suo significato emblematico con la meditazione. Solo concentrandosi in se stessi si riesce infatti a penetrare a fondo nella propria mente, cogliendo tutti i dati, le sfumature e i dettagli necessari a completare un quadro obbiettivo del proprio mondo interiore. Noi cartomanti, possiamo affermare che la simbologia de “Il Giudizio” parte dalla realtà esterna per penetrare successivamente nelle profondità dell’individuo e che quiondi questa è una carta strettamente connessa all’intimità spirituale. La figura più importante che compare in questo Arcano Maggiore è l’Angelo che, situato nella parte superiore della carta, suona una tromba d’argento. Secondo gli specialisti dei Tarocchi classici, il suono della tromba serve a ridestare dal letargo in cui versano coloro che non credono in se stessi e che sono prigionieri della propria debolezza. E’ un richiamo all’ordine: al suono della tromba, i personaggi che appaiono nella parte inferiore della carta, vengono indotti ad approfondire la conoscenza di se steassi, accorrendo alla chiamata liberatoria dell’Angelo. Infatti, senza una conoscenza della propria natura, non si può conseguire la vera libertà.

IL MONDO

Questa carta rappresenta l’ultimo Arcano Maggiore dei Tarocchi. Essendo l’ultima carta, essa riunisce in se le proprietà di tutti gli Arcani Maggiori e la sua simbologia è la sintesi onnicomprensiva di tutti gli elementi presenti dei Tarocchi. Il significato emblematico che la figura del “Mondo” acquista, si riferisce contemporaneamente all’unità, intesa come l’unificazione di svariate tendenze e al molteplice considerato come la diversificazione di stimoli di disparata provenienza. Questa carta presenta dunque numerose caratterictiche complesse e contradditorie e gli esperti, per tale motivo, la analizzano distinguendo le diverse stratificazioni dei suoi significati. In primo luogo, proprio al centro della figura, risalta l’immagine di una donna nuda che regge in mano due verghe capaci di attrarre i fluidi vitali. La sua chioma bionda contrasta col colore del mantello arrotolato che scende lungo il corpo. Una corona d’alloro, circonda e isola la figura femminile dalle altre allegorie rappresentate: l’arcangelo e l’aquila, che appaiono negli angoli superiori della carta e il toro ed il leone che si trovano negl angoli inferiori. La figura della donna, isolata dalla corona d’alloro, si riferisce certamente al piano dell’immanenza, mentre le altre allegorie rappresentano la trascendenza. Il primo dei due piani viene a coincidere con il profano (immanenza = profano), mentre il secondo mantiene una stretta relazione con la sacralità (trascendenza = sacro). Dal punto di vista dell’immanenza, la ventunesima carta dei Tarocchi indica la preponderanza degli elementi concreti ed esistenziali su tutti gli altri aspetti. In tal senso, gli studiosi dei Tarocchi mettono in relazione questo Arcano Maggiore con gli istinti primari e le passioni del viandante della vita. L’interpretazione oggettiva di questa carta consente di analizzare profondamente due ambiti: uno relativo all’istinto e l’altro attinente alla ragione. La sfera relativa all’istinto è comune a tutte le creature viventi ed è possibile affermare che, anche nell’ambito degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, essa possiede una valenza di universalità.

 

 

 



Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail