Il Dono di essere Donna

il dono di essere donna

Il Dono di essere Donna

L'essenza del Femminino SacroIl titolo di questo post vuole essere un “richiamo all’origine” per la Donna nello specifico, ma anche per l’Uomo che, preso per mano, può meglio comprendere, apprezzare e condividere questo nostro universo sconfinato. In ogni Donna è nascosto un essere speciale, naturale, dotato di una forza potentissima composta da istinto, creatività passionale e un sapere innato.

Vorrei iniziare con voi, care lettrici e lettori, un viaggio fantastico attraverso quest’universo così intenso, profondo e al tempo stesso abbagliante per quanta energia contiene. Vi parlerò di come è possibile recuperare quella parte di noi donne, sopita, anestetizzata, dimenticata e vilipesa molte volte, da noi
stesse.Ricordare chi siamo, ricordare la forza che ci ha sempre sostenute e che tuttora ci sostiene, anche se noi non sappiamo più darle un nome, ritornare ad essere consapevoli del ruolo che abbiamo e delle qualità che possediamo, è un vero e proprio lavoro di “ricostruzione dell’io femminile”, ovvero, l’azione di cercare e ritrovare un tesoro prezioso: il femminino sacro, perduto nelle pieghe dei secoli.

Il primo passo di questo viaggio è quello di capire di cosa stiamo parlando. Si tratta di analizzare come siamo oggi, perché ci troviamo a questo punto, perché abbiamo perso la sensibilità nelle “antenne” potentissime che abbiamo e che sono ormai accantonate in un angolo, inutilizzate. E’ questo uno dei problemi più evidenti. Il non utilizzare più queste antenne, questo istinto ferino, questa chiarezza immediata e semplice, nella nostra vita di tutti i giorni, ci porta ad essere “vittime sacrificali” di molte situazioni.

La  Donna ha perso se stessa e, nel corso dei secoli, ha perso la consapevolezza del proprio potere personale, della sua grande generosità spirituale. E’ stata travolta da molte distruzioni mirate e ha visto i suoi cicli naturali piegarsi alle necessità altrui, costretta a compiacere piuttosto che a crescere ed evolversi. Eppure, nonostante tutto, se scaviamo nei meandri della nostra psiche, riusciamo ancora ad intravedere quella fiammella che arde senza sosta. E’ la parte più sana di noi, quella che spinge il nostro istinto di sopravvivenza a fare cose grandi, è il motore che ci tirerà fuori da depressioni, errori ripetuti e autostima inesistente.

Ma come possiamo medicare queste ferite, in che modo è possibile ristabilire la connessione con il nostro istinto, con il subconscio che ci mantiene sane e propositive? Prima di tutto, occorre dare un nome a tutto ciò che ci causa disagio, è indispensabile dare un nome, cioè, ai disordini psichici che ci assalgono quotidianamente. Pensare, agire o percepire in ognuno dei modi qui di seguito elencati, significa aver tagliato di netto i cordoni che ci legano alla nostra psiche istintuale profonda.  Proviamo ad osservarne alcuni:

  •  –  Sentirsi profondamente inaridite, stanche, fragili, confuse, depresse, appiattite, imbavagliate
  •  –  Sentirsi impaurite, esitanti, deboli, senza ispirazione, compresse
  •  –  Sentirsi impotenti, sempre dubbiose, bloccate, senza determinazione, timorose di rischiare, iperprotettive nei propri confronti, incerte, preda delle abitudini per restare al sicuro

In questo elenco, manca la parola-chiave responsabile di queste sensazioni : la paura. E’ la paura che ci blocca. Paura di esporsi, di mostrarsi per ciò che si è, paura del giudizio, paura di mostrare il proprio lavoro imperfetto, paura di perdere energia, di non avere le forze per fare, paura di fermarsi quando non resta che questo da fare, paura di subire sconfitte, paura di…

Tutti questi strappi non sono retaggio di epoche lontane. Nel tempo si sono calcificati ed hanno creato una specie di infezione che compare virulenta ogni volta che le donne restano al palo, vittime dei loro stessi atteggiamenti e separate dalla loro natura istintiva.

Quando questo accade c’è un solo modo, per la Donna, di riprendere le redini della propria esistenza. Si tratta di imparare a far riemergere la sua natura primordiale, quella istintiva, significa alzare il livello di attenzione, aguzzare la vista interiore e percepire ogni più piccola sfumatura. Ed ecco che, quando nella psiche della Donna si verificano questi primi approcci al ricongiungimento con se stessa, iniziano a presentarsi segnali chiari: sogni significativi, letture che risvegliano la coscienza, incontri fondamentali, avvenimenti improvvisi e la comparsa di simboli archetipici sia in sogno come nella realtà quotidiana.

E’ l’inconscio che fa questo per noi. Ci sprona a raccogliere questi segnali, ad accettare quella parte di noi che ci appare “inadatta”, “sconveniente”, “cattiva”, “arrogante”, “ribelle”. Questa parte selvaggia è il lato creativo della Donna, non può e non deve essere soffocato. Se lo castriamo per quieto vivere, per adeguarsi, perché “non sta bene”, perché “se fai così allora non mi vuoi bene”, questo prezioso magma andrà perduto nel fiume dell’annullamento.

Come fare, allora, per recuperare, instradare e rendere omogeneo questo flusso di esistenza?

Le Donne sono creatrici, danno la vita e, insieme alla vita nutrono, crescono, proteggono, anche quando non possono “generare” fisiologicamente. Per questo motivo possono essere considerate l’archetipo della creazione. Come chi dipinge, chi scolpisce, chi danza, chi scrive, chi fa scoperte, agiscono nelle “viscere” più che nella “testa”. Per riprendere le fila di ciò che siamo, dobbiamo riscoprire il processo creativo all’interno della nostra Anima.

Impariamo pertanto, ad analizzare i sogni che si presentano in momenti critici della nostra vita, quando ci sentiamo perse, quando pensiamo di non farcela. Prendiamo il tempo necessario per “noi”, curiamo la parte di noi che ha necessità di creare. L’arte del “fare” è indispensabile per ritrovare un equilibrio interiore. Allora, diamo vita al nostro fare con le mani. Marie Louise Von Franz, nel suo “I Miti della Creazione”, descrive molto bene questo concetto quando parla delle sue esperienze con le pazienti che aveva in analisi.

Secondo le sue descrizioni, i processi di guarigione psichica, partivano immancabilmente con sogni significativi delle pazienti depresse o con gravi disturbi psichiatrici. Era quello il momento propizio per decifrare il sogno. Queste donne fortunate, nel loro disagio, erano da lei guidate alla scoperta dei simboli archetipici che il sogno comunicava loro e, successivamente, venivano supportate ad esternare questi contenuti  traducendoli in arte, espressa in ogni modo possibile.

Il materiale onirico è da sempre ritenuto importantissimo in sede di analisi psicologica ma, un’integrazione fondamentale alla risoluzione dei disagi emotivi, è data anche dalla favola come strumento evolutivo e di riconoscimento del Sé.

Ho sempre sostenuto, nell’arco della mia formazione come scrittrice e nel mio percorso personale, che la favola ha dei contenuti importantissimi per la psiche del lettore. Le allegorie, le similitudini, l’incanto del fantastico e la simbologia che richiamano, sono mezzi molto potenti per l’inconscio, specie se danneggiato.

Vorrei condividere con voi riflessioni ed analisi, in merito ai miti e racconti che una studiosa americana ha raccolto in quasi venti anni della sua professione come analista junghiana. Sto parlando di Clarissa Pinkola Estés, l’autrice di “Donne che corrono coi lupi”. Questo libro, molti anni fa, ha cambiato la mia vita. Doctor Estés, come simpaticamente si fa chiamare nella sua FanPage di Facebook, ha raccolto in un’unica opera, favole, fiabe e racconti provenienti da ogni parte del mondo. Li ha analizzati per noi, li ha resi fruibili in modo semplice e diretto. Il suo intento è stato quello di riportare la Donna a riunirsi con il suo lato selvaggio, quello autentico, quell’ombra che da sempre ha la capacità di proteggerla.

Estés, parte dalla Donna nella condizione lesa, persa, disorientata. Attraverso un viaggio lungo, a volte doloroso, ma risolutivo per la forza che dona alla Nuova Donna, la riporta alla luce della propria Coscienza. I suoi scritti, vibrano di quel “Femminino Sacro” che tutte noi dovremmo reintegrare per vivere una vita piena e appagante. Nei prossimi articoli inizieremo a scoprire la Natura profonda della nostra psiche. Spero che il viaggio che stiamo per intraprendere possa portarvi gioia, consapevolezza e vi riporti il vostro Potere Personale. A presto.

Vitiana Paola Montana

www.progettoevolutivo.it

 



Facebooktwittergoogle_pluspinterestlinkedinmail