D-Wave 2, il computer che sfrutta la fisica quantistica

D-Wave 2 , il computer che sfrutta la fisica quantistica Ancora lontani dal futuro

D-Wave

 

D-Wave 2, il computer che sfrutta la fisica quantistica, potrebbe non superare in velocità di calcolo i sistemi già in uso. Lo rivela uno studio su Science

Quando il D-Wave 2 è stato rilasciato l’anno scorso, le aspettative erano molto alte. Il computer quantistico, disponibile in commercio per chiunque avesse a disposizione 15 milioni di dollari, aveva attirato l’attenzione anche della Nasa e dell’ Nsa. Uno dei primi acquirenti è stato Google, che in seguito ha avviato un laboratorio per testare in modo più rigoroso le potenzialità computazionali della macchina, scoprendo che il sistema era davvero in grado di sfruttare effetti di natura quantistica.

Ora, però, per il D-Wave 2 è arrivato il primo grande inciampo. Uno studio pubblicato su Science ha infatti mostrato che il dispositivo quantistico non va più veloce di un sistema di calcolo convenzionale, mettendo in discussione tutto l’investimento di Google. Il team di scienziati dell’Eth di Zurigo che ha analizzato D-Wave 2 ha messo alla prova i punti di forza della macchina quantistica attraverso una serie di simulazioni di calcolo ad hoc, che ne testassero le effettive potenzialità. In sintesi, la macchina potrebbe essere sì un computer quantistico, ma non per questo deve essere più efficiente dei supercomputer elettronici già in commercio.

Se molte grandi aziende sperano ancora nell’accelerazione delle procedure di calcolo grazie ai computer quantistici, uno degli autori dello studio, Matthias Troyer, ha dichiarato che “il computer quantistico è stato costruito prima di sapere che cosa farsene”. Lo studio, da una parte, non nega del tutto la possibilità di avere computer quantistici più veloci, poiché non pone né limiti teorici né fisici; dall’altra, però, ha dimostrato che l’aumento di velocitàper ora non si vede, e ha messo in luce molte altre ragioni per essere pessimisti. Prima fra tutte, il metodo di produzione dei dispositivi quantistici attraverso il processo di annealing (ossia di ricottura).

Secondo i portavoce di D-Wave, però, un recente lavoro di Itay Hen di Usc prova che l’aumento di velocità esiste già oggi. Inoltre, sempre secondo gli sviluppatori del processore, i computer quantistici potrebbero soppiantare l’informatica basata sul silicio nel giro di pochi anni. Se si tratta solo di previsioni troppo ottimistiche oppure di una rivoluzione latente nel mondo dei computer ce lo dirà solo il tempo, insieme ai risultati ottenuti dai laboratori di Google, che per ora restano top-secret.

 

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