Alimentazione sana: cibo non solo per il corpo

Alimentazione sana con Deborah Pavanello

In mezzo a una moltitudine di testi riguardanti l’alimentazione sana, finalmente un libro che tratta di nutrizione sotto un diverso punto di vista.

Stiamo parlando di Cibo per l’Anima.

Il significato delle prescrizioni alimentari nelle grandi religioni, scritto da Deborah Pavanello e pubblicato dalle edizioni Mediterranee.

Nutrire il corpo significa anche nutrire mente e spirito. Attraverso il cibo si possono creare armonie o disequilibri in grado di incidere sul nostro umore e sulla predisposizione alla meditazione.
Il testo rappresenta un percorso che si snoda attraverso il rapporto con il cibo, la spiritualità, la biochimica degli alimenti e molto altro ancora per un alimentazione sana. Ecco perché ogni lettore può trovare una sua personale chiave di lettura.
La domanda di fondo da cui parte lo studio alla base del saggio è se e come il cibo possa essere un mezzo utile nel percorso spirituale; una volta data conferma all’inciso, si arriva poi a identificare gli alimenti che ostacolano la preghiera e quelli che la favoriscono, chiarendone scientificamente i motivi.

La ricerca è stata condotta prendendo in considerazione le prescrizioni alimentari dettate da varie religioni. Davvero sorprendente il fatto che nel testo si evidenziano delle affinità tra consuetudini alimentari e religiose che in apparenza hanno ben pochi aspetti in comune. Ancora più sorprendenti i notevoli punti d’incontro tra le attuali conoscenze in campo dietetico e l’antica saggezza religiosa, non basata sulla biochimica bensì sull’ascolto del proprio corpo e delle reazioni che l’organismo ha durante l’assunzione di alcuni alimenti o l’astinenza da essi.

La conferma che il cibo è in grado di predisporre alla meditazione e al benessere interiore viene scientificamente provata con studi sul sistema immunitario, endocrino, nervoso e di psicosomatica. In questo modo si chiarisce perché tradizionalmente nelle pratiche religiose, alcune categorie di alimenti vengono vietate mentre altre costituiscono le colonne portanti dell’alimentazione sana.

alimentazione sana

Uno degli esempi più evidenti è il fatto che i cereali e i loro derivati siano in tutte le aggregazioni religiose ampiamente diffusi e ben visti, scelta giustificata anche da un punto di vista scientifico, poiché concentrazioni più alte di serotonina favoriscono il buonumore e la serotonina è sintetizzata a partire da un aminoacido che penetra nel corpo attraverso un’alimentazione ricca di carboidrati.

Il libro è arricchito da pratiche indicazioni che prendono spunto dalle prescrizioni alimentari religiose che possono essere utilizzate nella vita di tutti i giorni per migliorare la salute psicofisica. Si tratta in sostanza di un invito effettivo a rivolgerci con maggior consapevolezza alla nostra dimensione interiore attraverso l’assunzione di particolari abitudini alimentari.
La ricerca è stata condotta da Deborah Pavanello, laureata in lingue e letterature moderne, nonché naturopata, che si è anche occupata di scrivere i testi del saggio. Deborah è direttrice del corso di scienze naturopatiche con indirizzo psicosomatico organizzato dall’Istituto di Formazione Europeo (IFE) di Milano, dove insegna scienze della nutrizione con particolare attenzione all’effetto del cibo sul comportamento, la psiche e sugli stati emotivi.

L’IFE è un’associazione senza scopo di lucro riconosciuta dall’Université Européenne Jean Monnet con sede a Bruxelles, avente l’obiettivo di promuove la formazione di nuove professioni. Nel corso di naturopatia in cui insegna Deborah si possono apprendere le principali pratiche che seguono un percorso complementare a quello della medicina ufficiale, che vanno ad agire sull’atteggiamento degli individui nei confronti di alcune abitudini di vita alla base dell’insorgere di malesseri e disarmonie. Il naturopata si occupa dunque di far ritrovare al paziente l’equilibrio psicofisico perso attraverso terapie naturali.
Deborah svolge inoltre la sua attività presso l’Isituto Kuan di Milano, entità fondata nel 1985 fra le prime in Italia a ricorrere a pratiche terapeutiche che si rifanno alla medicina orientale. Abbiamo incontrato Deborah per saperne di più sul suo libro. Ecco che cosa ci ha raccontato durante la nostra intervista.

– Cosa ti ha spinta a scrivere questo libro?

Ho messo insieme due interessi che ho sempre avuto; da una parte quello per le tradizioni spirituali dall’altra quello per la nutrizione. Mossa dalla spinta di voler trovare dei punti di incontro tra ambiti a se stanti come la scienza, la biochimica e la spiritualità. Alla ricerca di conferme dal lato scientifico su qualcosa che scientifico non è, ho voluto cercare la giustificazione scientifica di qualcosa legato alla tradizione.

– Quanto tempo hai lavorato al libro?
Un paio d’anni circa.

– Come hai condotto la ricerca?
Sono partita dalla bibliografia relativa agli argomenti che volevo trattare, ho letto molto, raccolto materiale, scartato ciò che non mi serviva e ho avuto contatti con esponenti di diverse religioni.

– A che conclusioni arriva il tuo studio?
In primo luogo che le leggi delle grandi tradizioni religiose hanno dei fili comuni; si arriva così a valutare in modo differente degli aspetti che appaiono sostanzialmente diversi. Ad esempio, gli alimenti vengono da tutti divisi generalmente in tre categorie simili: impuri, puri e neutri, ovvero quelli che ostacolano la meditazione, quelli che l’aiutano, quelli che possono essere assunti senza prescrizioni.

In secondo luogo, quando ho analizzato le tre classi, cercando di capire come i vari alimenti erano digeriti dal nostro l’organismo, come erano metabolizzati, quali neuro trasmettitori potevano essere interessati, ho visto che bene o male i cibi che erano permessi o consigliati erano anche alimenti che venivano digeriti facilmente e fornivano elementi importanti per la salute, contribuivano a far raggiungere il buonumore o comunque un certo stato d’animo che facilitava la meditazione e la preghiera.

– Secondo te è stato un processo cosciente da parte dei capi spirituali quello di proibire alcuni alimenti oppure è stato casuale?
È stato un processo cosciente, non nei termini della biochimica, ma come risultato di un ascolto del proprio corpo. Poi sono state fatte delle regole per le comunità dove sono entrati anche l’aspetto culturale, il fatto di distinguersi da un altro gruppo sociale o da un altro popolo.

– L’esigenza da parte dei vari culti di dettare delle rigide prescrizioni alimentari invece che dare dei consigli di massima da cosa nasce?
Da una doppia necessità; da una parte quella pratica di gestire una comunità attraverso delle regole, dall’altra il lato spirituale, facendo rientrare in un aspetto sacro un atto quotidiano come quello di nutrirsi. Inoltre in questo modo il capo spirituale avendo sperimentato su se stesso cosa concilia la preghiera trasmette al discepolo i risultati della sua esperienza.

– Come va interpretato il digiuno che molte religioni prevedono?
Il digiuno non deve essere interpretato in termini negativi. È un modo per avvicinarsi a Dio e alla sua leggerezza, eliminando ciò che ostacola questo percorso e riscoprendo un modo di alimentarsi simile a quello divino. I cibi complessi infatti finiscono con l’appesantire l’uomo, intaccandone la virtù e lo possono indurre al vizio.

Peraltro spiritualmente si è sempre cercata la leggerezza anche nell’alimentazione perché si crede che in questo modo si può rendere il corpo così leggero, di conseguenza anche l’anima, da poter tornare nel mondo impalpabile della divinità. Il digiuno non va dunque vissuto come una punizione, ma come un modo per raggiungere una dimensione superiore.

– Perché alcuni alimenti possono essere utili al percorso spirituale?
Un certo tipo di alimentazione incide sull’umore e quindi può predisporre o meno alla preghiera. Al di là del discorso spirituale si può decidere di seguire una certa dieta per essere più tranquilli ed equilibrati nell’affrontare le scelte della vita. Nel libro indico dei suggerimenti alimentari, ma poi propongo al lettore di provare su se stesso l’effetto di un regime composto da alimenti facilmente digeribili che lascia il corpo leggero ed efficiente.

– Gli alimenti consigliati o proibiti sono diversi da religione a religione o sono comuni?
Molti sono comuni. In particolare fra i consigliati dai vari culti troviamo i cereali integrali, i legumi, le verdure e quasi tutta la frutta.

– C’è qualcosa che ti ha sorpreso svolgendo questa ricerca?

Le tradizioni che non si allineano. Esistono infatti due strade: quella che prevede di togliere ciò che ostacola il percorso verso Dio e quella che consiglia di sperimentare tutto perché tutto è Dio, come nel tantrismo.

– Qual è il tuo rapporto con la religione?
Ho una formazione cattolica, sono partita da lì e poi ho cercato conferme e punti di incontro altrove.

– Il tuo libro può essere uno strumento pratico per chi lo legge?
Si possono fondare di più alcune credenze e, indipendentemente dalla fede religiosa, leggendo il libro si può capire l’importanza di non trascurare il corpo. Ci sono inoltre delle pratiche linee guide per organizzare un pranzo, una cena e indicazioni su quali alimenti scegliere in base all’effetto che hanno sull’organismo.

– Quale messaggio vuoi che arrivi al lettore?
Vorrei si capisse che, nonostante le norme alimentari vengono generalmente viste in modo negativo, come una privazione, sono invece la possibilità di tornare finalmente al piacere di mangiare in modo corretto senza farci usare dal cibo, ma usando il cibo per il nostro benessere.
Il mio suggerimento è quello di sperimentare su se stessi gli effetti di certe abitudini alimentari per poi scegliere quali adottare perché più adeguate a noi. In questo modo si diventa più consapevoli rispetto al proprio corpo. Le norme alimentari non devono però mai impedire di mangiare in compagnia perché il cibo ha un ruolo fondamentale nei rapporti sociali ed è un importante strumento di convivio e comunicazione.
Nota:
DEBORAH PAVANELLO
Naturopata, è autrice di Cibo per l’anima (ed. Mediterranee), un’opera sull’effetto biochimico dell’alimentazione con particolare attenzione alle diete nelle tradizioni mistico-religiose. E’ Direttrice del Corso di Naturopatia organizzato dall’Istituto di Formazione Europeo dove insegna Scienze della nutrizione.

PER INFORMAZIONI
IFE – Istituto di Formazione Europeo
Corso di Scienze Naturopatiche / Via Vallazze, 82 Milano / tel. 02 – 26.66.166. / www.ifeformazione.it / info@ ifeformazione.it

Si ringrazia per la collaborazione la rivista New Age and New Sounds – Music and Wellnes

Avresti mai pensato che per un’alimentazione sana avresti avuto anche bisogno di Cibo per l’anima?



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